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Sta per iniziare la settimana europea per la riduzione dei rifiuti 2010



Sta per iniziare la settimana europea per la riduzione dei rifiuti 2010, anche se in Italia sembra che la cosa non importi molto alla politica nazionale. L'iniziativa è in calendario per la settimana che va dal 20 al 28 novembre e, come ogni anno, prevede una serie di iniziative di sensibilizzazione finalizzate a far capire alla gente che sarebbe meglio iniziare a ridurre la propria quantità di rifiuti.

Prima iniziativa è già lo spot. Fatto molto bene, semplice ed efficace, senza fronzoli mostra una cosa fondamentale: i nostri rifiuti "normali" sono già troppi. E questo non è un messaggio da poco visto che molti credono di essere già con la coscienza a posto. Ma non è così.

Le altre iniziative sono disponibili sul sito web ufficiale, dove le troverete divise per regioni. E' anche possibile segnalare una propria iniziativa: non si parla solo di conferenze o convegni di informazione ma di veri e propri gesti personali (si spera quotidiani) messi in atto per ridurre la quantità di rifiuti prodotti.

Via | Settimana europea dei rifiuti
Video | YouTube

Tratto da Ecoblog

Bertolaso, l'ultimo regalo alla Sicilia: due inceneritori

Bertolaso, l\'ultimo regalo alla Sicilia: due inceneritoriTorna lo spettro degli inceneritori in Sicilia: Guido Bertolaso, poco prima di andare in pensione, ha bocciato il Piano Rifiuti inviato dal governatore Raffaele Lombardo e ha chiesto che in Sicilia si costruiscano almeno due impianti. Il discorso fatto dalla Protezione Civile, in estrema sintesi, è questo: niente termovalorizzatori, niente ok al piano rifiuti e rimozione del commissario straordinario.

Commissario che, al momento, è lo stesso Lombardo. Ma, ecco il gioco, se Lombardo non è disponibile a partecipare al grande affare da cinque miliardi di euro dei termovalorizzatori, allora sarà qualcun altro inviato da Roma a farlo.

Che il piano rifiuti siciliano fosse stato bocciato dal governo si intuiva dalle voci che giravano da giorni. Ora è arrivata la certezza, anche se non c'è ancora la reazione del governatore siciliano che, assai probabilmente, verrà a breve con un videopost sul suo blog. Lombardo, ormai, comunica così nonostante il robusto ufficio stampa della Regione Sicilia. Per i siciliani, in ogni caso, non è affatto una buona notizia: qualunque cosa si decida alla fine, sarà sempre una volontà calata dall'alto che risponde ad un modello già visto.

Il fantasma è quello napoletano, con la pessima esperienza dell'inceneritore di Acerra che funziona a singhiozzo perché brucia rifiuto indifferenziato invece che Cdr di qualità. Ma per fare il Cdr ci vuole una buona raccolta differenziata e gli impianti del ciclo integrato dei rifiuti, che né la Campania né la Sicilia hanno. Se ci fossero, entrambe le regioni non avrebbero un gran bisogno di inceneritori: il Cdr, se fatto bene, si può bruciare in altri impianti termoelettrici o nei cementifici.

Per la Sicilia, ad esempio, sarebbe molto meno dannoso bruciare Cdr nel camino della centrale termoelettrica di Gela (che attualmente è alimentata dal pet coke, un veleno micidiale derivato dagli scarti del petrolio), oppure in quella di Milazzo (attualmente alimentata da olio combustibile, cioè petrolio leggermente raffinato) che fare un termovalorizzatore da zero. Perché? Semplice: gli inceneritori bruciano solo combustibile da rifiuti e, se i rifiuti diminuiscono grazie alla buona politica, restano fermi e perdono un sacco di soldi. Capito perché dove arriva il termovalorizzatore, spesso e volentieri, si blocca la raccolta differenziata?

Via | Sicilia Informazioni
Foto | Flickr

Tratto da Ecoblog

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